SIAS

Archivio di Stato di Reggio Emilia

Sede centrale, Soffitto a tempera del piano uffici, Tersicore, sec. XIX

Graduale per la Festività di San Prospero, sec. XVI (Comune di Reggio Emilia, Antico regime, Appendice carte diverse, Miscellanea storico-letteraria)

Mappe, G. A. Banzoli, Canale di Secchia, 1720 (Cavamenti e acque)

Contrada di San Raffaele, [M. Mattioli, 1750-1780] (Monastero di San Raffaele)

Cancello XXV, n. 1 Ordine del matroneo della sinagoga inferiore, 1762 (Università israelitica di Reggio Emilia)

Archivio di Stato di Reggio Emilia

Il SIAS dell’Archivio di Stato di Reggio Emilia dà accesso alle descrizioni dei complessi archivistici che costituiscono il patrimonio documentario conservato dall’Istituto nonché alle informazioni relative al contesto storico in cui la documentazione è stata prodotta, conservata e utilizzata.

Esso è parte integrante del SIAS, Sistema Informativo degli Archivi di Stato, sviluppato dalla Direzione Generale Archivi e dall’Istituto Centrale per gli Archivi nel quale è descritto il patrimonio archivistico pubblico e privato conservato negli Archivi di Stato italiani.

L'architettura del sistema prevede la descrizione separata, ma correlata, degli istituti di conservazione, dei complessi archivistici, dei loro soggetti produttori e di altre entità appartenenti ai contesti storici in cui questi ultimi hanno operato (contesti storico-istituzionali, profili istituzionali ed ambiti territoriali). Le descrizioni dei complessi archivistici (complesso di fondo, fondo, serie, sottoserie) sono corredate da schede relative alla bibliografia, alle fonti, a tipologie documentarie, nonché agli strumenti di ricerca (inventari, guide, elenchi, ecc.), che danno diretto accesso a quelli pubblicati online, quando esistenti.

L’Archivio di Stato di Reggio Emilia non era compreso nella precedente versione del SIAS. L’attività di redazione delle schede è stata avviata nel 2017. Via via che le descrizioni vengono completate, esse sono messe a disposizione del pubblico.

L’Istituto conserva in deposito l'archivio storico comunale della città, che comprende alcune scritture risalenti al periodo delle libertà comunali. Caratteristica principale delle serie, oltre alla grande ricchezza, è la notevole continuità: iniziano quasi tutte con i secc. XIII-XIV e molte terminano con la fine dell'Antico regime; uno dei pezzi più rilevanti è il Liber Grossus Antiquus o Liber Pax Constantiae (sec. XII-1352), con documenti in copia dal 962.

La continuità della documentazione è caratteristica saliente anche degli archivi degli organismi giudiziari, che si estendono dal 1271 fino al 1946, comprendendo dai fondi delle Curie della città e Curie del ducato a quelli successivi di epoca napoleonica e della Restaurazione, fino ai tribunali ed altri uffici giudiziari postunitari.

Gli archivi che documentano l’attività dei notai della provincia di Reggio iniziano con il 1365 e arrivano alla fine del sec. XIX, mentre quelli finanziari prendono avvio con gli atti della Ducal Ferma Generale (1783) e giungono fino ai contemporanei Uffici distrettuali delle imposte dirette e Intendenza di finanza, che racchiudono al loro interno le importanti serie degli estimi e catasti (1704-1985).

L’Archivio di Stato conserva inoltre pregevoli fondi delle corporazioni religiose soppresse: monasteri e confraternite fra i quali spiccano il monastero di S. Tommaso (943-1783) e quello dei SS. Pietro e Prospero il cui archivio, con documenti in copia dal 594, racchiude il più antico originale del territorio reggiano, vale a dire un atto di donazione pergamenaceo dell’806. Si segnalano anche gli archivi delle opere pie, istituzioni assistenziali e ospedali di Reggio Emilia e si cita solo il più antico: l’Istituto dei SS. Pietro e Matteo e Opera pia Calcagni (1198-1960).

Importante è anche il posto occupato dagli archivi di persone e famiglie; fra i più antichi si ricordano quello dei Cassoli-Guastavillani (1063-sec. XIX) e quello dei Malaguzzi-Valeri (1325-sec. XIX), famiglia di provenienza della madre di Ludovico Ariosto.

Fra le particolarità del ricco patrimonio documentario dell’Istituto, si segnala il fondo dell’Università israelitica della città, la cui data di inizio (1413) coincide con la chiamata da parte del Comune degli Ebrei a Reggio per aprire banchi feneratizi, mentre quella di chiusura è il 1875.