SIAS

Archivio di Stato di Belluno

Disegno policromo della Madonna della Misericordia, anteposto alla statuto della confraternita dei pellicciai di Belluno (secc. XIV-XVIII)

Raccolta di registri e minutari che testimoniano l’estrema varietà dei materiali e delle tipologie di legatura del fondo notarile bellunese (secc. XV-XVIII)

Salterio gallicano con annotazioni musicali (sec. XI), reimpiegato come coperta di un registro dell’archivio della Certosa di Vedana

Salterio gallicano (sec. XI) con capolettera miniato, reimpiegato come coperta di un registro dell’archivio della certosa di Vedana

Tavoletta lignea raffigurante l’atto di flagellazione dei confratelli della Scuola dei Battuti di Belluno, oggi sede dell’Archivio di Stato (inizio sec. XVI)

Disegno policromo della Madonna col Bambino, leone marciano e arma della famiglia Colle, anteposto alla statuto della confraternita dei Battuti di Zoldo (1540-1645)

Ordinanza del regio commissario Giuseppe Zanardelli, deputato al Parlamento, che resse la provincia di Belluno nei sei mesi successivi all’annessione di essa al Regno d’Italia (giugno-dicembre 1866)

Archivio di Stato di Belluno

Il SIAS dell’Archivio di Stato di Belluno dà accesso alle descrizioni dei complessi archivistici che costituiscono il patrimonio documentario conservato dall’Istituto nonché alle informazioni relative al contesto storico in cui la documentazione è stata prodotta, conservata e utilizzata.

Esso è parte integrante del SIAS, Sistema Informativo degli Archivi di Stato, sviluppato dalla Direzione Generale Archivi e dall’Istituto Centrale per gli Archivi nel quale è descritto il patrimonio archivistico pubblico e privato conservato negli Archivi di Stato italiani.

L'architettura del sistema prevede la descrizione separata, ma correlata, degli istituti di conservazione, dei complessi archivistici, dei loro soggetti produttori e di altre entità appartenenti ai contesti storici in cui questi ultimi hanno operato (contesti storico-istituzionali, profili istituzionali ed ambiti territoriali). Le descrizioni dei complessi archivistici (complesso di fondo, fondo, serie, sottoserie) sono corredate da schede relative alla bibliografia, alle fonti, a tipologie documentarie, nonché agli strumenti di ricerca (inventari, guide, elenchi, ecc.), che danno diretto accesso a quelli pubblicati online, quando esistenti.

Nel 2016 sono state importate nella presente versione del SIAS le descrizioni che erano nella precedente e che erano state compilate fino a quella data. Esse sono state opportunamente riviste, aggiornate ed ampliate con i dati desunti dagli strumenti di ricerca esistenti, dalla bibliografia specifica, dall'archivio dell'Archivio di Stato, nonché dalla documentazione stessa.

Via via che questa attività viene completata le descrizioni sono messe a disposizione del pubblico.

L’Archivio di Stato di Belluno è l’istituto di conservazione più importante del territorio provinciale, custodendo fonti preziose per la sua storia.

La documentazione copre un arco cronologico di oltre dieci secoli e documenta l’attività di istituzioni laiche ed ecclesiastiche, di organismi pubblici e privati, di famiglie e di persone.

Accanto a fonti di primaria importanza per la storia dell’età moderna, come gli atti dei notai, le “raspe” (sentenze criminali) del podestà e capitano di Belluno, le carte delle confraternite e quelle delle corporazioni religiose soppresse, l’Istituto conserva documenti insostituibili per la storia dell’età contemporanea, come i ruoli matricolari e le liste di leva, il cessato catasto, l’archivio della Prefettura e quello del Corpo forestale dello Stato.

Di particolare interesse anche l’archivio della Banca bellunese Prosdocimi e quelli delle famiglie Miari e Doglioni, che alcuni privati cittadini hanno affidato alla tutela dell’Archivio di Stato.